IMG 20171006 123047 - Spoleto, la nuova città di Don Matteo

Spoleto, la nuova città di Don Matteo

Quante volte ci siamo sentiti dire “voglio andare a visitare questo”, oppure ” voglio andare là”, e quei “questo”e “là” erano quasi sempre riferiti a città estere.

Ma quante poche volte li abbiamo sentiti riferiti a paesi, città italiane?

Viviamo nel paese più bello del mondo, nel paese che tutti ci invidiano. Viviamo nella casa della cultura, del cibo, dell’architettura e della bellezza in sè.

Italy
40 minuti di lavoro con Paint. Almeno non è uno schifo totale tipo i lavori che facevo 15 anni fa.

E’ proprio per questo che oggi vorrei parlarvi della mia città: SPOLETO.

Quanto l’ho odiata, quante volte l’ho invece amata. Quanto mi ha stufato, ma quanto mi è mancata!

La nuova “città di don matteo” (ormai conosciuta da tutti così) è uno dei posti più incantevoli che io abbia mai visitato, avrei miliardi di aggettivi da attribuirle, ma incantevole è abbastanza per racchiuderli tutti. Conosciuta da pochi fino a qualche tempo fa, è stata dapprima colonia romana,diventando poi –non in ordine- residenza papale, capitale d’Italia (ebbene) e ducato. Fino a qualche anno fa (parliamo di quasi un secolo, proprio un annetto insomma) Spoleto aveva un ruolo di centro politico-amministrativo dell’Umbria meridionale.

Durante le Guerre Puniche furono proprio gli spoletini a respingere Annibale e le sue truppe, tirandogli dell’olio bollente dalla “torre dell’Olio” sita in via porta fuga, che presero i propri nomi proprio per ricordare questa vicenda storica!

Spoleto è caratteristica per la Rocca Albornoziana (alias carcere di Don Matteo) e per il Ponte delle torri (ormai denominato Ponte dei suicidi, potete immaginarne il motivo).

Ponte-delle-torri-Spoleto

Rocca-albornoziana-Spoleto

La Rocca fu prima dimora degli Albornoz (da qui il nome albornoziana), per poi diventare residenza estiva del papa Borgia: Lucrezia Borgia allogiava lì, e i suoi sotterranei sono queli che tenevano prigionieri i suoi amanti. Dopo la liberazione dell’Italia, la Rocca divenne un carcere, dove tutti coloro presenti nella lista nazista vennero imprigionati.

Rocca-albornoziana-Spoleto


OFF TOPIC!

La maggiorparte dei presenti in lista erano lì solo ed esclusivamente per poter trovare lavoro. Ad esempio il mio bisnonno e suo figlio, unici uomini della famiglia, aiutò partigiani ed oppositori a nascondersi e li avvisava quando veniva a conoscenza di retate, ma avevano firmato ed erano nella lista per poter mantenere la famiglia.


Il ponte delle torri si trova tra Colle sant’Elia (dove sorge la Rocca) e Monteluco (Sacro monte di Spoleto); si dice che un tempo il colle era unito al monte, e da qui viene il nome “Spoleto” che in greco significa Sasso Staccato (Spao – Lithos), ma questa è solo una teoria. Il ponte è lungo 230 metri e alto 82, e fu eretto tra il 200 e il 300 dC, ed è così caratteristico e affascinante che Göethe nel suo “Italienische Reise” (Viaggio in Italia) ne scrisse entusiasta. Il ponte è patrimonio dell’UNESCO, come molti dei monumenti della città.

Goethe-spoleto

Una delle cose che mi piace di più della mia Spoleto è che per vedere le sue bellezze prima bisogna scovarle. Infatti non sono tutte a prima vista. I vicoli suggestivi finiscono per aprire la vista su qualcosa di meraviglioso. Ad esempio il Duomo della città di Spoleto è visibile da molti punti della città, ma la sua posizione è la sua caratteristica migliore. La strada che porta da piazza del mercato (se venite a Spoleto di mattina, prima delle 13, non potete perdervi la porchetta di Serafino, il miglior porchettaro di tutta l’Umbria!) e porta al giro della Rocca è piena di storia, c’è il vicolo che porta al museo della Casa Romana, ci sono ancora vecchie botteghe di commercianti, c’è il vescovato e la chiesa di Sant’Eufemia (chiesa sconsacrata, e chiesa di Don Matteo), e poi camminando qualche altro metro, sulla sinistra si apre la discesa di scalini che finisce su Piazza Duomo, con la cattedrale in bella vista, con le sue arcate, i suoi dipinti e il suo imponente campanile.

La piazza è bellissima, oltre ad essere luogo del concerto finale del Festival dei Due Mondi

Spoleto è la casa del Festival dei Due Mondi, istituito nel 1958 dal maestro Gian Carlo Menotti. Il maestro compositore scelse Spoleto per il festival per vari motivi, tra cui il teatro Romano e la presenza di Piazza Duomo (architettonicamente un teatro all’aperto). Il Festival si svolge dall’ultimo giovedì di giugno fino alla seconda domenica di luglio di ogni anno, e si conclude con il concerto finale “Concerto in Piazza”, e con uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Fuochi-dartificio-3

57 Festival Dei 2 Mondi

Il Teatro Romano è un edificio teatrale del I secolo, ed è tutt’oggi ancora in funzione con il suo utilizzo durante il Festival dei Due Mondi per spettacoli incentrati soprattutto sulla danza. E’ una costruzione particolare, contiene ancora tutte le particolarità {sorry la ripetizione} della sua costruzione tranne per il fatto che su una parte della sua scena fu costruita la chiesa di Sant’Agata. Il monastero costruitovi intorno ospita oggi il Museo Archeologico Nazionale di Spoleto.

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Come ho anticipato prima Spoleto è patrimonio dell’UNESCO, o almeno molti dei suoi monumenti lo sono. Quello che secondo me davvero rappresenta la ricchezza della città è la chiesa di San Salvatore, appunto patrimonio dell’umanità. E’ rappresentante di una delle principali testimonianze architettoniche longobarde de “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere”. La chiesa, prima basilica paleocristiana, probabilmente di origine funeraria (adesso che ci penso infatti, se scendi le scale davanti alla chiesa, c’è il cimitero comunale), fu rinnovata dai longobardi intorno all’VIII secolo.


Ma Spoleto non è solamente una città artistica, infatti è conosciuta per molte aziende che operano nel suo territorio e che hanno esportato i suoi prodotti in tutto il mondo; la nostra terra ha tantissimo da offrire, e la qualità dei nostri prodotti molto spesso è superiore a tanti con una grande nomina.

L’olio, il tartufo, i salumi, il vino…

La mole di turisti prima dell’avvento di Don Matteo, era soprattutto di stranieri. E pochissimi italiani arrivavano nella nostra città con la voglia e lo scopo di visitarla. Spoleto è una città prettamente turistica, e tutti noi viviamo di questo turismo: a partire dai più giovani che trovano qualche lavoretto estivo, prima durante e dopo il festival, fino ad arrivare ai più anziani che gioiscono e rivivono nel vedere la loro piccola cittadina piena di gente che la gira incantata.

OVVIAMENTE non vi ho spoleirato troppo sulla mia città, così che se un giorno vorrete venire a visitarCI avrete modo di farvi stupire ancora dalla nostra vallata. Questo post ha il solo scopo conoscitivo, come il primo colloquio lavorativo, perché sono più che sicura che non tutti conoscono queste cittadine caratteristiche del “centro del mondo”. L’Umbria è una regione tutta da scoprire, che ha tantissimo e anche di più da offrire, i suoi abitanti sono ospitali e sempre sorridenti. L’Umbria è piena di paesini immersi nel verde, di paesaggi suggestivi, l’accoglienza è al primo posto ovunque nella nostra piccola regione non bagnata dal mare.

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Se qualcuno è interessato a visitare l’Umbria può contattarmi qui per qualsiasi dubbio o consiglio , sono SEMPRE disponibile, non se per qualche guida anche… forse potrei trovarmi dall’altra parte del mondo!

Ma quello che vi consiglio vivamente è, se mai verrete, alloggiate in uno dei tantissimi agriturismi che la mia regione vi offre. E’ l’unico modo (a mio parere) per comprendere e vivere a pieno tutta la bellezza del

CUORE VERDE D’ITALIA!

Spoleto

28 thoughts on “Spoleto, la nuova città di Don Matteo”

  1. Sono stata a Spoleto tantissimo tempo fa’ credo in uno dei miei primi viaggi con mio marito . Leggerti è stato bello perchè il racconto di una città da parte chi ci vive è emozionante e critico allo stesso tempo, per questo, più autentico.

  2. Amo la nostra Bella Italia , quando sento parlare italiani che se ne lamentano ci rimango sempre un po’ male. In Umbria ci vado da quando ero bambina e hai ragione, è il cuore verde d’Italia, dal quale non escluderei altre regioni vicine. L’Umbria è impregnata di una sua magia ed è tutta da scoprire. Tra le mete da scoprire includo Spoleto. 😉

    1. Poi se oltre a ciò che ho scritto qui vuoi scoprire altro scrivimi, che ti dò altri nomi di luoghi bellissimi da scoprire!

  3. Sono stata a Spoleto alcuni anni fa e concordo con te nel dire: quanto è bella la nostra Italia! Il Duomo con la scalinata che scende verso esso è uno dei luoghi più belli dell’Umbria ed unico nel suo genere!!

  4. Bellissimo post! Innanzitutto l’immagine in apertura è davvero ben fatta per essere stata realizzata con paint. Complimenti per aver trasmesso appieno l’atmosfera e l’aria della città, prima o poi devo assolutamente visitarla!
    Non sapevo che la Chiesa di Don Matteo fosse sconsacrata, ora mi spiego perché possono utilizzarla così tranquillamente…

  5. Quello che dici é assolutamente vero.. Conosciamo troppo poco le bellezze italiane. Personalmente Spoleto non la conosco, ma dopo il tuo racconto la metterò fra le mete future

  6. Che meraviglia, mi hai messo proprio voglia di visitarla! Non sapevo del carcere e del festival! Anche io ho amato e odiato il mio paese, ma quanto me ne sono andata mi è mancato tantissimo..

  7. E invece mi dispiace, hai scritto un articolo davvero ben dettagliato, si vede che ami la tua città! Sono stata a Spoleto due volte, in entrambe però ho perso il Ponte: scusa, questa, per tornare una terza volta!

    1. Purtroppo causa terremoto il passaggio sul ponte è chiuso, ci sono però altri modi per ammirarne tutta la bellezza. Mai sentita la “sedia del Papa”?

  8. A gennaio avevo programmato il mio viaggio in Umbria, 5 giorni tra Assisi, Cascia, Gubbio, Perugia, Orvieto e Spoleto. Il viaggio è slittato, ma rimane sempre nella mia lista. Spero di riuscire il prossimo anno. Dopo aver letto quest’articolo non vedo l’ora di visitare la tua città

  9. Dopo aver scoperto che eri di Spoleto non potevo non commentare questo post!
    Amo Spoleto, è parte del mio DNA avendo papà umbro nato proprio lì! Ci torno sempre volentieri e ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Il prossimo anno mi piacerebbe venire per il Festival.
    Quanto alle meraviglie della città – fra le tante cose – adoro il ponte, mi ricorda gli aneddoti di mio padre su mio nonno che da piccolo – furbamente – era solito fare l’equilibrista proprio lì….matto!

  10. Che bell’articolo, mi hai fatto appassionare alla storia di Spoleto! Proprio vero che viaggiamo ovunque e poi non ci accorgiamo delle bellezze dietro l’angolo!

  11. Sono stata in Umbria a Ottobre e avevo inserito Spoleto nell’itinerario, ma purtroppo ci sono stati diversi imprevisti ed è saltato. La prossima volta non voglio perdermela!

  12. Mi piacerebbe visitare Spoleto ed altri borghi umbri ma rimando sempre! la grafica tonda delle foto mi piace tanto è qualcosa di originale.

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