IMG 20171121 180811 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Itinerario:

Sungnyemun, o portale Namdaemun, e mercato sotterraneo. Statua di Sejong il Grande e dell’ammiraglio Yi Sun-Sin. Vista da fuori del palazzo Reale Gyeongbokung (chiuso di martedì). Visita al palazzo Reale Changdeokgung e giardino segreto. Bukchon Hanok Village. Passeggiata serale a Myeongdong

img 20171124 1449251981267198 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Il mattino dopo il giorno di arrivo in un paese è sempre un po’ destabilizzante. Soprattutto se hai 8 ore di fuso tra casa tua e il posto in cui stai. E l’idea malsana di alzarti alle 7 (e quindi le 23 a casa), è solo e soltanto quello: MALSANA. La mia sveglia era alle 8, non che cambiasse poi cosí tanto. Mi sono fatta forza e appena messi i piedi a terra ho realizzato di non essere a casa, di non dover andare all’università e mi è tornata la grinta. L’essere in un continente mai visitato mi ha fatto esaltare, sentivo tutto il mio corpo vivo di nuovo. Un misto di emozioni mi scorrevano nelle vene.

Si parte, direzione Palazzo Reale di Gyeongbokung. 

Nel tragitto dall’albergo avevamo delle tappe: Sungnyemun, statua di Sejong il Grande e statua dell’ammiraglio Ti Sun-Sin. Mentre aspettavo mia mamma che ritirasse i soldi dalla banca di fronte al portale di Namdaemun, proprio dall’altra parte della strada è passato il corteo del cambio della guardia (o almeno così abbiamo immaginato). Un tamburo gigante, tutti vestiti tipicamente da coreani, bandiere svolazzanti. Emanavano gioia.

IMG 20171121 113656 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo
Quello che sembra un dito è in realtà il cappello di una signora che non si era accorta stessi fotografando.

Continuando a camminare si incontrano tantissimi Gates con la stessa struttura, gli stessi colori. Che alla lunga possono anche stancare, ma il bello è che tutti avevano una funzione diversa. Il motivo dei colori è che tutte queste strutture sono state costruite sotto la dinastia Joseon.

img 20171121 180811302670167 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Camminando sui marciapiedi di questa immensa via, ci siamo ritrovati di fronte due statue: una più imponente dell’altra. Due pilastri di pietra come base, una scultura nera e dietro una più grande d’oro. La delicatezza e la precisione nei dettagli mi ha affascinato davvero tantissimo.

IMG 20171121 115022 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo
L’ammiraglio Yi Sun-Sin
IMG 20171121 115334 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo
Sejong il Grande

Ma la più grande meraviglia è all’interno della statua dell’imperatore: come l’Ara Pacis a Roma, anch’essa contiene un qualcosa di straordinario, che però non sono riuscita a vedere.

Appena superata la statua ci siamo trovati davanti l’immensità del palazzo reale Gyeongbokung.

img 20171121 115658168574167 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

img 20171121 1759501767091206 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Sfortunatamente, però, il palazzo era chiuso in quanto martedì. Ma non mi sono persa d’animo. Nonostante esso sia il più grande e quello principale c’è il secondo in lista che è della stessa bellezza, forse un po’ più piccolo, ma con un pizzico in più: il giardino segreto.

img 20171121 1251521089247716 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

img 20171121 1455141415832879 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Per entrare nel palazzo Reale bisogna pagare 5.000W e per includere il giardino segreto il prezzo sale a 8.000W. Attenzione, perché nel giardino segreto si può entrare SOLO accompagnati, e le guide in inglese partono a certi orari. L’inglese dei coreani è molto difficile da capire, e nonostante l’interesse era troppo dopo un po’ ci siamo staccati dal gruppo e siamo tornati indietro: era davvero troppo pesante rimanere attaccati ad una guida che si capisce poco e niente, a 100 persone che si raggruppano per riuscire a sentirla e sostenere un passo che non ti permette di ammirare ciò che più ti piace. Ora ricordo perché non mi piacciono i tour guidati! Forse avremmo potuto continuare, ci siamo persi quasi la metà del giardino. Ma oltre al fatto che la guida era supernova e lenta, avevamo bisogno di ottimizzare i tempi ( e poi, erano le 16 e ancora non avevamo pranzato). Il freddo e la fame ci hanno fatto fermare in un localino carinissimo in prossimità del villaggio Bukchon Hanok.  Ci siamo presi una zuppa a testa, io ho optato per una con germogli di soia e “pasta” maltagliata. Ma appena ho sfiorato il cucchiaio ho subito fatto a cambio con mia madre (che ne aveva presa una con il pesce).

 

 

 

 

 

 

 

 

 


In cooperazione con Amazon.it


ATTENZIONE a prendere le cose rosse in Corea: sono super piccanti, anche se loro ti dicono che non sono piccanti. Una particolarità del cibo coreano è che mangiano davvero piccante. Se accanto al nome del piatto c’è il disegnino di un peperoncino e siete abituati a mangiare piccante, forse sarà la volta buona che non riuscirete a finire un piatto per quanto vi brucierà la gola!

img 20171121 155922474639692 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Hanok significa antico, e infatti è un quartiere dove si vive ancora nelle case vecchie, fatte di legno e di camere piccolissime. È molto particolare, e nonostante le case quasi tutte uguali a me è piaciuto tantissimo. Ce ne sono due conosciuti a Seul, ma nell’altro non sono riuscita ad andare, anche se dicono sia più bello. Il villaggio è su una collina, ed è fatto di stradine molto strette circondate da casette tutte attaccate. Le porticine sono di legno e piccolissime, ma accanto alla serratura ci sono lettori di card e/o impronta digitale e telecamere sparse su tutti i muri. È molto caratteristico, e soprattutto turistico; proprio perché turistico su quasi tutte le porte c’è attaccato un cartello che chiede ai turisti di fare silenzio in quanto zona residenziale. È davvero piccolissimo, anche perché non è poi così economico vivere lì!

img 20171121 1706152097033607 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

Scendendo dal villaggio abbiamo proseguito verso l’albergo, dove ci siamo fermati per un pit-stop di tè caldo.

Abbiamo deciso poi di andare a fare un giretto verso la Myeongdong-gil dove ci sono negozi aperti fino alle 23. Abbiamo mangiato in un ristorante molto caratteristico di un piccolo vicolo, dove c’era come specialità la carne alla “brace”. 

img 20171121 2000501126402736 - Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

I tavoli sono provvisti di griglia, i camerieri ti portano il taglio di carne che ordini e tu la cucini! Ma dato che né io né mia madre, secondo la cameriera, eravamo in grado di cuocere la carne ce l’ha cotta lei. Oltre alla carne che ordini ti portano dei contorni loro. Insalata con Kimchi (salsa ultra-piccantissima), spaghetti di soia con carote e germogli di soia, e altri piatti della loro cucina. Devo dire molto buoni, ma la cosa migliore è stata la carne (Short ribs) coreana, che oltre ad avere un sapore fantastico era tenerissima da tagliarsi con le bacchette. È stata una cena che mi ha particolarmente colpito: all’inizio ero un pochino scettica, ma la nostra scelta ci ha davvero sorpreso!

Uscite dal ristorante ci siamo incamminate verso la via dello shopping, dove ad aspettarci abbiamo trovato luci, negozietti, street food, sconti per il Black Friday… Di tutto! Ci siamo ripromesse che la sera dopo avremmo mangiato per strada, perché le bancarelle erano piene di cibi accattivanti e dall’odore fantastico.

Dopo due orette in giro ci siamo avviate verso l’albergo. La sveglia l’indomani era prestissimo, e ci avrebbe aspettato una giornata piena di impegni.

37 pensieri su “Giorno 1: in giro per la città più felice del mondo

  1. Inutile dire che sono rimasta affascinata da Seoul e ho amato i bbq! qui ad Amburgo fortunatamente c´é un ristorante coreano ma la griglia non é incorporata al tavolo, é esterna., il che cambia tutto. Ma mi accontento!

  2. Con la cronaca che parla di Corea mi ha incuriosito leggere i tuoi due post. Un viaggio molto particolare che non tutti mettono nella propria lista dei desideri, ma quei villagi di legno li vedrei volentieri. Alla prossima

  3. Ho iniziato da poco a considerare la Corea del Sud tra le mete papabili e devo dire che il tuo articolo non fa che rinforzare questo mio recente interesse. Se mai mi deciderò a partire starò ben attenta a tutto ciò che di rossiccio mi viene proposto di mangiare: io il piccante proprio non riesco a sopportarlo!

    1. Beata te! Il problema è che il solo odore fa piangere chi al piccante è abituato (fai conto che mio padre mette mezza boccetta di olio piccante su un piatto di pasta, e mangia la nduia, spero abbia scritto bene, con il cucchiaino EPPURE ha pianto anche lui😂)

  4. Pure io non amo le visite guidate ma spesso sono necessarie per capire cosa si sta guardando, se si riesce a comprendere chi parla! Aspetto gli altri post perché m’incuriosisce questo paese così lontano e negli ultimi tempi molto pubblicizzato.

  5. Che paese interessante la Corea! Non avrei mai immaginato nulla di ciò che hai descritto nel post! Mi stai stuzzicando parecchio, quindi non vedo l’ora di leggere i prossimi post!

  6. Interessante davvero! Ora voglio sapere come procede però. In Irlanda la mia compagna di banco era Coreana e mi sono fatta raccontare un po’ della sua vita… molto interessante!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *